Sito Ufficiale: www.nba.com/lakers

Roster
G → Bryant, Fisher, Brown S., Farmar, Vujacic;
F → Odom, Artest, Walton, Powell, Morrison;
C → Gasol, Bynum, Mbenga.
Coach: Phil Jackson

Probable Starting Five: Fisher – Bryant – Artest – Odom (Bynum) – Gasol.

Logo LALRiconfermarsi è sempre più difficile rispetto a vincere la prima volta ed è proprio questo che i gialloviola proveranno a fare in questa stagione, contro una concorrenza ancora più agguerrita, sia nella propria conference che in quella avversaria. Tutte le contenders si sono potenziate con l'aggiunta di giocatori importanti, ma anche i Los Angeles Lakers hanno messo il proprio tassello per dare l'assalto al titolo in back-to-back. 
In quello che è stato quasi una sorta di scambio, Trevor Ariza, uno degli artefici della cavalcata trionfale della scorsa stagione, si è accasato a Houston lasciando spazio a Ron Artest che, dopo tutti i travagli che ha superato in questi anni, dai fatti di Detroit e la conseguente sospensione, è finalmente approdato in una squadra da titolo. Sono in tanti a storcere il naso per questa scelta del GM Mitch Kupchak che, bisogna dirlo, da un paio di anni a questa parte sembra davvero aver imparato qualcosa da Jerry West come manager, dopo il furto di Gasol e l'acquisto di Ariza, Brown e Morrison. Siamo convinti che anche questa volta il GM abbia visto giusto, nonostante qualche piccolo screzio avuto proprio negli scorsi playoff tra Kobe e RonRon, ma è sempre così quando la posta in palio è alta e nessuno dei due campioni è disposto a cedere nemmeno di un millimetro. Artest a LA!La perdita di Ariza avrebbe potuto lasciare un grosso vuoto nel quintetto di LA, dal momento che il giovane da UCLA recuperava molti palloni e nell'ultima stagione aveva messo su anche un ottimo tiro dalla lunga distanza, non sempre affidabile, ma spesso decisivo per le vittorie gialloviola; lo spot in ala piccola sarà però ricoperto da Artest che, se da un lato non ha un tiro da fuori sul quale scommettere molto (anche se migliorato negli ultimi anni), dall'altro è un giocatore di ritmo che può fare la differenza su tutti e due i lati del campo, segnando o difendendo sul miglior esterno della squadra avversaria. L'unica novità di questi Lakers è data proprio dal giocatore da St. John's; infatti si riparte con coach Zen Phil Jackson in panchina, l'uomo che si è portato a casa dieci titoli negli ultimi diciotto anni di NBA e che più di ogni altro sa come tirare fuori il meglio dai proprio giocatori, specie se hanno uno status da superstar. Difficile che Kobe Bryant, dopo aver vinto il primo titolo senza l'ingombrante presenza di Shaq, si accontenti del quarto titolo (il primo da MVP delle Finali) e non miri a salire ancora sul tetto del mondo cestistico nel giugno 2010. Una curiosità da ricordare su Kobe è che quando ha chiuso la stagione oltre i 30 punti di media per punti a gara, i Lakers non hanno mai vinto il titolo NBA; accadde così nel 2003, dopo il titolo del 2002, quando i Lakers peggiorarono il record in stagione e furono eliminati al secondo turno dei playoffs. Il reparto guardie è tutto sulle spalle del most valuable player del 2008, con l'esperienza di Derek Fisher che potrà essere molto utile soprattutto nei momenti in cui le gare importanti si decidono, dal momento che non può garantire un rendimento costante per 82 partite; Brown e Farmar si divideranno il compito di portare palla uscendo dalla panchina quando Fisher è a riposo, mentre Vujacic cercherà di mettere a referto punti con la sua specialità, il tiro sugli scarichi, anche perchè se dovesse mettersi a fare anche altro sarebbe un notevole svantaggio per LA. Avendo già parlato di Ron Artest, passiamo in rassegna la batteria di lunghi di cui Phil Jackson dispone sotto canestro. GialloviolaPau Gasol è reduce da un 2009 straordinario, condito dal titolo NBA e dal primo titolo europeo conquistato in carriera, dopo molti tentativi andati a vuoto in precedenza; lo spagnolo ha qualche problema fisico che gli impedirà di scendere in campo nelle prime gare di regular season, ma sarà pronto per dare il suo decisivo apporto per l'assalto al titolo 2010. Nelle prime partite quindi si apriranno le porte del quintetto per Andrew Bynum; la scelta di Kupchak al draft 2005 è chiamato ad una stagione di certezze dopo le ottime cose mostrate nelle annate precedenti in cui però ha dovuto sopportare un paio di pesanti infortuni, uno dei quali, a detta di molti, ha influito in maniera decisiva sulla sconfitta in Finale contro i Celtics nel 2008. Il quintetto dovrebbe completarsi con Lamar Odom, apparso molto concentrato nelle partite di preseason e vero ago della bilancia di questi Lakers; non ci stupirebbe infatti, al ritorno dello spagnolo, un suo utilizzo da sesto uomo con Bynum insieme a Gasol in quintetto. Il prodotto di Rhode Island è reduce da una stagione in cui ha fatto registrare le cifre più basse della sua carriera in tutte le categorie statistiche, ma che è, non proprio casualmente, coincisa con la vittoria del suo primo anello; siamo convinti che saprà ritagliarsi il solito ruolo da protagonista e cambiare il ritmo delle partite anche alzandosi dal pino, rappresentando quindi un serissimo candidato al titolo di sesto uomo dell'anno, dopo aver tenuto tutti i tifosi gialloviola col fiato sospeso in estate a causa del tardivo rinnovo del contratto. Da tenere d'occhio per le rotazioni anche Luke Walton, che però pare destinato a veder diminuire il proprio minutaggio, e Josh Powell, giocatore che sembra molto gradito a coach Zen; lo stesso non si può dire purtroppo dell'idolo Adam Morrison che difficilmente vedrà il campo anche in questa stagione. Curioso l'inizio di campionato per i gialloviola che, nelle prime 21 partite, ne giocheranno 17 in casa e appena 4 in trasferta; questa situazione si tradurrà poi in un lungo tour a fine gennaio, con 8 partite lontano dallo Staples Center, tra cui Cleveland e Boston. In ogni caso la caccia è aperta ed i Lakers non si nasconderanno di certo.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 11 Novembre 2009 06:42)